" Frattanto
dal
monte
Vesuvio
in più
luoghi
risplendevano
vastissime
fiamme
e
alti
incendi,
il cui
bagliore
e
splendore
era messo in evidenza
dalle tenebre
della notte. ...
le case
ondeggiavano
per le frequenti
e
violente
scosse
e,
quasi
smosse
dalle loro
fondamenta,
sembravano
andarsene
o
ritornare
ora
qua
ora
là.
Al contrario
all'aperto
si temeva
la caduta
di pomici
benché
leggiere
e
corrose ... Altrove
(era) già
giorno,
lì
una notte
più nera
e
più fitta
di tutte
le notti;
(notte) che
tuttavia
molte
fiaccole
e
varie
luci
rendevano meno fitta.
Inoltre
vedevamo
il mare
riassorbirsi
in
se stesso
e
quasi
essere respinto
dal tremore
della terra.
Certamente
il litorale
si era spostato in avanti
e
conteneva
molti
animali
di mare
nelle sabbie
rimaste in secco.
Dall'altra
parte
una nube
nera
e
orrenda
interrotta
da correnti
intrecciate
e
lampeggianti
di aria
infuocata
si allargava
in
lunghe
figure
di fiamme;
quelle
erano
sia
simili
a folgori
sia
più grandi" .
Trad. (internet) dal latino di Plinio il giovane, Epistulae, VI, 16, 20.
La foto é (chiaramente mia) presa durante le giornate napoletane e una lunga passeggiata sulle mura di Pompei.
Nessun commento:
Posta un commento